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Il Festival di Musica Etnica “Suoni dal Mediterraneo” nasce ad Andria nel 1998 da un’idea di Ruggiero Inchingolo (etnomusicologo e musicista) con l’organizzazione del Centro Studi sulla Didattica della Musica e le Tradizioni Popolari “Il Giardino dei Suoni”.

Tredici anni di storia, di immagini, di emozioni, di sperimentazione e ricerca musicale, di coinvolgimento popolare e di crescita culturale, realizzata attraverso il linguaggio musicale autentico dei popoli del Mediterraneo che con le sue vibrazioni arriva direttamente al cuore della gente.

Questo in sintesi il patrimonio di valori di “Suoni dal Mediterraneo”, che ha reso la città  un punto di riferimento culturale per tutto il circondario e per le migliaia di affezionati alla ricerca di un’impareggiabile occasione per nutrire la propria curiosità alla scoperta delle musiche di tradizione orale.

Quando un evento culturale, pur mantenendo il suo carattere specialistico e senza mai cedere alla tentazione del richiamo del grande nome del circuito commerciale o discografico, arriva a superare le 10.000 presenze in tre giorni di programmazione;

Quando il luogo prescelto non è situato ai margini di una affollata litoranea nelle sere d’estate, ma in uno scorcio intatto del Centro Antico che nelle sere precedenti e successive non conta un’anima viva al di fuori dei residenti;

Quando il richiamo è così forte che giovani appassionati provenienti da tutta la Puglia e dal resto d’Italia, gente del quartiere, viaggiatori intelligenti, anziani nostalgici e non delle loro radici, bambini protagonisti, tutt’altro che intenditori del genere, si “danno appuntamento” ogni anno sulle chianche di Largo Giannotti per incontrarsi e per ballare, a piedi nudi, travolti dai ritmi ancestrali prodotti da strumenti fatti a mano che appartengono alla tradizione di una terra, di un popolo che attraverso la musica esprime la propria identità e rivendica i propri diritti umani;

Quando tanti fedelissimi aspettano per un anno intero l’Evento, chiedono anticipazioni sulle novità che ascolteranno e vedranno e sostengono con la loro presenza e il loro entusiasmo ogni sforzo organizzativo;

Allora…….

l’Evento diventa Esperienza collettiva…., l’Emozione diventa Memoria…..,

lo Spettacolo diventa Rito.

Il rito di “Suoni dal Mediterraneo” piace alla gente del centro storico di Andria, esempio di comunità ospitale sempre pronta ad accogliere chi anima il proprio spazio vitale, troppo spesso lasciato nell’inerte oblìo.

Piace al pubblico fedele che telefona ogni giorno, che consulta il sito internet, che si informa presso il Comune o presso il Centro Studi, che segue il “tour” di presentazione iniziato presso il Campus dell’Università degli Studi della Basilicata e proseguito facendo tappa a Roma, a Nardò (LE), a Rignano Garganico (FG), a confronto con le migliori realtà italiane nel campo dei festival di musica etnica.

Piace ai referenti delle principali Istituzioni culturali del nostro Paese (Commissione Nazionale UNESCO in testa, ma anche Dipartimento dello Spettacolo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, Accademia di Ungheria in Italia) che considerano il Festival un prezioso strumento per favorire la diffusione dell’interculturalità.

Piace agli organizzatori e ai direttori artistici dei più rinomati eventi nazionali dello stesso genere, con i quali il Festival ha collaborato (“Suoni dal Mediterraneo” è gemellato con “Santarcangelo dei Teatri”) e che ne apprezzano la qualità artistica, l’impostazione scientifica e culturale, nonché la eccellente capacità organizzativa e promozionale, tributandogli la definizione di “una tra le migliori ed autentiche manifestazioni del Meridione nel suo genere” (da "Danza la notte - la memoria che resta”, organizzata da Folk Media in collaborazione con il Consiglio Regionale del Lazio, la Provincia di Roma e l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma).

Piace alle aziende private che nel tempo hanno assicurato il loro solidale sostegno alla manifestazione consentendo, insieme alle altre risorse pubbliche non comunali (solo cinque i festival finanziati nel 2004 in Puglia dal Ministero dei Beni Culturali, tra cui Suoni dal Mediterraneo), di incrementare in maniera decisiva il budget a disposizione e di favorire la migliore promozione del Festival.


L’esperienza di “Suoni dal Mediterraneo” in tutti questi anni ha dimostrato che, con un progetto culturale ambizioso e mantenendo una coerenza di fondo nelle scelte artistiche, si può dare valore al marchio di un Evento e conquistare nel tempo la fedeltà di un pubblico numeroso e affezionato, che sa discernere tra cultura e intrattenimento, tra proposte artistiche autentiche ed originali e squallide emulazioni.