Home > Edizioni precedenti > Programma Festival 2007 > Resoconto convegno
Un convegno ad Andria: Istituzione di archivi etnomusicali ed etnocoreutici in Puglia. Per un contributo alla funzione istituzionale nella ricerca e nella conservazione dei patrimoni tradizionali.
Continuiamo a raccontare le complesse vicende che caratterizzano
A pochi mesi dal convegno di Alessano (FB giugno 2007, vedi anche: http://www.pizzicata.it/index.php?name=MDForum&file=viewtopic&t=1039.html), l’invito a creare una rete regionale di competenze e progettualità, per procedere con il confronto tra operatori, e con l’opera di sensibilizzazione verso politici ed opinione pubblica per una migliore tutela dei beni demoetnoantropologici, è stato raccolto nella provincia di Bari. Questa locazione, quasi agli antipodi regionali del precedente convegno, ci rivela che nonostante la pizzicomania e il marketing territoriale abbiano reso grande visibilità all’area leccese, in realtà le altre province non sono meno interessanti per le diffuse rilevanze e memorie etnomusicali e coreutiche (con aree di eccellenza come il Gargano o la bassa Murgia). In questi territori lavorano molti operatori culturali, con competenza e professionalità, molto spesso con sostegni economici irrisori, sempre in balia degli instabili umori politici delle amministrazioni cui fanno riferimento.
L’iniziativa di cui parliamo è il convegno, tenutosi il 29 luglio nell’ambito del festival “Suoni dal Mediterraneo” di Andria: “Istituzione di archivi etnomusicali ed etnocoreutici in Puglia – per un contributo alla funzione istituzionale nella ricerca e nella conservazione dei patrimoni tradizionali”. Un tema più specifico rispetto al meeting di Alessano, ma un problema tra i più urgenti da affrontare. Ne sono stati promotori Ruggiero Inchingolo (direttore dell’Ass. “Il Giardino dei Suoni” e direttore del festival “Suoni dal Mediterraneo” di Andria), Salvatore Villani (direttore del Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e Capitanata, e del “Tarantella fest”), e Mario Gennari (redattore di Folk Bulletin, ovvero chi scrive questo articolo).
Il convegno è stato realizzato grazie ad un piccolo contributo della Presidenza del Consiglio Regionale, e dallo sforzo di Ruggiero Inchingolo, che ha coperto molte necessità logistiche e tecniche inglobandole nel sistema organizzativo del festival “Suoni dal Mediterraneo, che si è dimostrato efficiente e professionale anche nell’affrontare questo tipo di evento. Anche questo incontro si è proposto non solo di promuovere un dibattito tra esperti, ma di informare e coinvolgere gli amministratori territoriali, pertanto sono intervenuti Giuseppina Marmo (consigliere regionale), Sebastiano Cicciarelli (consigliere provinciale di Bari), e Paolo Farina (assessore comunale alla cultura di Andria), che hanno espresso interesse e ampia disponibilità in merito ai temi proposti.
Il convegno è stato organizzato in sezioni tematiche, Cesare Bermani e Mario Gennari sono stati i moderatori.
La prima sezione ha illustrato la presenza di molte raccolte etnomusicali relative a differenti aree culturali del territorio, per voce di una rappresentanza di ricercatori che le hanno realizzate in vari periodi, a cominciare dai “decani” che hanno iniziato a lavorare nel revival degli anni ’70 (Luigi Chiriatti, Daniele Durante), poi alcuni degli allievi dei maestri Leydi e Carpitella (Ruggiero Inchingolo, Pino Gala, Salvatore Villani), ed infine i giovanissimi che si sono aggiunti con molto impegno negli ultimi anni (Gianni Amati e Annamaria Bagorda). Le raccolte presentate sono tutte attive, e sono state utilizzate in modi differenti: per elaborare riproposte musicali, per pubblicare studi e antologie di documenti originali, come supporto in attività didattiche.
Nella seconda sezione sono state considerate alcune realtà di notevole esperienza nella conservazione dei materiali orali. Ne ha parlato Cesare Bermani per l’Istituto Ernesto de Martino, ed io brevemente per
La terza sezione ha illustrato le tendenze progettuali recenti, a cominciare dall’ “Archivio della Memoria” di Taranto, descritto da Antonella de Palma, dove lo studio della storia orale è cominciato dall’imponente realtà sociale dell’Italsider. Carlo Trono, quale fondatore della web community pizzicata.it, ha esposto le possibilità d’uso di Internet, quale interfaccia disponibile ovunque e quindi idonea a superare distanze tra luoghi fisici di raccolta ed archiviazione, e luoghi di fruizione, problema cruciale per la conformazione geografica della Regione, in vista di una fruizione decentrata di archivi centralizzati. Vincenzo Santoro ha accennato a quello che sembra essere il progetto più promettente e concreto, ovvero un archivio etnomusicale presso la biblioteca nazionale di Bari.
E’ seguita un’ampia discussione che ha toccato vari argomenti sensibili. In primo luogo, il sistema dei coesistenti diritti, tra ricercatori e produttori di materiali documentali, gli esecutori e i testimoni della tradizione, e la comunità che esprime i beni culturali. Il requisito fondamentale alla base della possibilità di una iniziativa di archiviazione, è la possibilità di deprivatizzare le raccolte per renderle di pubblica fruizione. A questo proposito sono riscontrabili casistiche limitate e risolvibili, da quelle più semplici delle raccolte passive (generalmente eseguite in passato da operatori non più attivi) che si possono acquistare come qualsiasi altro bene culturale, ai casi più problematici delle raccolte attive (dove uno o più operatori continuano a raccogliere documenti e fruirne i vario modo) dove si potrebbero ipotizzare cessioni o depositi, con mantenimento del diritto, controllo e prelazione da parte dei ricercatori sulla pubblicazione di opere inerenti tali raccolte. Differenti opinioni e soluzioni sono state prospettate anche per le modalità di fruizione in rete, che vanno dalla massima libertà di accesso e scambio, ad un uso controllato e limitato in punti discreti di fruizione.
A conclusione della giornata si sono individuati due obiettivi, funzionali ad iniziative di archiviazione, che si potrebbero concretizzare facilmente.
Il primo è la costituzione di un portale, un sito o una semplice pagina web in cui si possano elencare gli indirizzi di associazioni e singoli che si occupano di ricerca etnomusicale ed etnocoreutica nella Regione. Sicuramente una iniziativa di questo tipo potrebbe migliorare le relazioni tra operatori e facilitare le collaborazioni. Carlo Trono ha espresso disponibilità a curare tecnicamente questa iniziativa, anche all’interno di www.pizzicata.it. Il secondo, suggerito da Pino Gala anche al convegno di Alessano, è di iniziare un censimento delle raccolte che riguardano
In conclusione, il convegno di Andria, assieme a quello di Alessano, hanno dimostrano quanto siano disponibili, nonostante la fama di scarsa collaborazione, molti degli operatori che si occupano di tradizioni musicali pugliesi. In effetti, durante questi mesi si è formato un ampio fronte di interesse nei confronti della tutela dei patrimoni immateriali, che sarà bene mantenere in futuro per sfruttare tutte le risorse disponibili. Si tenga inoltre conto del fatto che i numerosi incontri e dibattiti che si sono organizzati, stanno costruendo anche una fascia di consapevolezza e appoggio costituita da diverse figure istituzionali in varie aree e livelli politici della regione.
Dibattiti e convegni non sarebbero utili se non per preparare soluzioni concrete, quindi a questo punto necessitano pochi ma importanti progetti professionali, gestiti da soggetti competenti, sui quali possa convergere l’appoggio e la collaborazione della comunità scientifica e politica più sensibile. Per questo motivo la nostra attenzione è rivolta all’archivio etnomusicale prospettato da Vincenzo Santoro durante il convegno di Andria.
Per ulteriori informazioni sul convegno di Andria, vedi: http://www.pizzicata.it/index.php?name=MDForum&file=viewtopic&t=1209.html
Mario Gennari