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Latrodectus "qui mord en cachette"


  Guarda presentazione prima stesura
 
Il Dvd è in tre lingue (italiano,francese, inglese) ed ha una durata di 76 min. Per maggiori informazioni (prezzo, disponibilità, etc.) scrivi al seguente indirizzo: inchingolo.r@libero.it



DESCRIZIONE

Sono gli anni 50 e nel sud Italia si cura il Tarantismo, il male procurato dal morso della tarantola, con una danza di possessione ritualizzata:la pizzica.
Negli anni 90 quella stessa musica torna, modernizzata, in concerti che mescolano sapore tradizionale ed ebbrezza musicale di ballerini e suonatori.
Tra passato e presente, in un caldo pomeriggio meridionale, si dilata uno spazio, luogo di questo documentario di ricerca , e si delineano due percorsi: uno, più intimo, si fa strada fra ri-morso, ricordo e mancanza di altre identità celate. L'altro indaga sul fenomeno del tarantismo attraverso interventi di esperti e i ricordi della figlia del più autorevole musicoterapeuta. Cosa morde di nascosto?



IL FILM DOCUMENTARIO LATRODECTUS "CHE MORDE DI NASCOSTO” CHIUDE CON SUCCESSO LA RINOMATA RASSEGNA ETNOGRAFICA DEL MUSEO DE L’HOMME DI PARIGI
 
Dopo le due più importanti proiezioni al Festival Cine Video Psy di Lorquin (Francia) e all’Università VIII di Parigi, il film documentario “Latrodectus:che morde di nascosto” di Jeremie Basset e Irene Gurrado, con le musiche originali di Ruggiero Inchingolo, continua a ricevere gli applausi entusiasti del pubblico.
Il film è stato proiettato Mercoledi 21 luglio 2010 ed ha chiuso con successo di critica e di pubblico, dopo un interessante dibattito, di fronte
a una sala gremita di gente (ammassati anche sulle scale), la rassegna cinematografica dedicata ai film etnografici intitolata "l'autre et le sacré" presso il Palais de la Porte Dorée “A la Cité Nationale de l’Histoire de l’Immigration” di Parigi.
Nello stesso giorno, con l’attesissimo film “Latrodectus:che morde di nascosto”, sono stati proiettati i film: “La Taranta” (Italia 1961) di Gianfranco Mingozzi e il grande classico “Les maitres fous” (Ghana 1954) del noto antropologo e documentarista etnografico francese Jean Rouch, condividendo in questo modo la chiusura della rassegna etnografica, così come ha voluto il direttore Brice Haounou (allievo e assistente di Jean Rouch) e la sua commissione, proprio per la memoria e per dare continuità storica al film di Mingozzi (negli anni scorsi già ospite della rassegna).
Il lungometraggio “Latrodectus:che morde di nascosto” si impernia sui ricordi di casi di tarantismo salentino raccontati da Giovanna, figlia del maestro Luigi Stifani, il violinista terapeuta che più di ogni altro ci ha permesso di capire i rituali di guarigione dei tarantati (coloro che, secondo la tradizione, si consideravano morsi dal ragno e si liberavano dal veleno del ragno attraverso il ballo) nonché informatore principale dell’etnologo Ernesto de Martino, di cui si possono vedere alcune suggestive immagini filmate alla fine degli anni '50 dalla troupe da lui guidata.
Nel film i rituali terapeutici vengono analizzati in parallelo da alcuni esperti di vari ambiti disciplinari che si sono interessati al tarantismo, come lo storico Gino Dimitri, il decano dell’analisi istituzionale nonché psicosogiologo e studioso di trance, George Lapassade dell’Università di Parigi VIII, l’etnomusicologo Ruggiero Inchingolo (che dal maestro Stifani ha ereditato il modo di suonare gli strumenti ed ha analizzato e trascritto le musiche legate ai rituali di guarigione dei tarantati) e l’aracnologo Roberto Pepe.
Vi sono, inoltre, racconti, ricerche e interiorità, dagli odierni concerti neo-tradizionali in Salento fino alla "pizzica" più antica, ballata durante la cura rituale del morso della mitica “taranta”.
Tra questi diversi approcci, in sottofondo si delinea come una sensazione di "assenza al mondo" ravvivando il ricordo e il vuoto di altri "modi di essere" sepolti in sé.