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LA TARANTA E’ VIVA


“Grazie a Mesciu Gigi che oltre a trasmettere la sua musica ha svelato il volto della cultura popolare del tarantismo”

 

Mercoledì 26 agosto, a partire dalle ore 21.00, nella piazzetta di Santa Maria al Bagno, vicino Nardò (Le), si terrà la nona edizione del Memorial dedicato al maestro Luigi Stifani, il più importante violinista terapeuta dei rituali legati al tarantismo salentino, uno dei fenomeni più rilevanti della demo-antropologia italiana.

Alla fine degli anni ‘50, l'etnologo Ernesto de Martino ebbe modo di osservare alcune delle ultime manifestazioni del fenomeno, e con uno studio condotto assieme ad un’equipe multidisciplinare poté scrivere uno dei più importanti saggi dell’antropologia italiana, “La terra del rimorso”.

Personaggio chiave della sua opera è stato Luigi Stifani di Nardò (1914-2000), barbiere-violinista, ma abile suonatore di chitarra e mandolino, nonchè esponente di quella categoria di musicisti-artigiani, unico per aver saputo razionalizzare un tipo di cultura ereditata da quei mestieri insegnati oralmente. Non a caso il maestro Gigi (con la sua orchestrina composta da suonatori esperti di rituali di tarantismo, tra cui l’abile suonatrice di tamburello, Tora Marzo) oltre a curare molte tarantate con il “pizzico” del suo violino, annotava sulla sua rubrica tutti i casi di tarantismo che gli si presentavano (29 casi dal 1928 al 1972), inventando, inoltre, un suo originale e istintivo sistema di notazione fatto di sillabe e numeri.

Il libro “La terra del rimorso” conferisce notorietà a Mesciu Gigi in quanto fu lui lui che accompagnò De Martino nelle sue ricerche, permettendogli di entrare all’interno di quel mondo difficilmente raggiungibile da un intellettuale estraneo.

Le teorie del maestro Stifani sul tarantismo danno un contributo indispensabile all’indagine di De Martino, svelando pertanto il volto di una cultura popolare millenaria capace di parlare da sola, attraverso un un vero e proprio sistema di regole e di usanze condivise all’interno di quella classe subalterna più vicina ai rituali simbolico-religiosi del tarantismo salentino.

Una figura, dunque, di fondamentale importanza che ha permesso quella scoperta intellettuale ed antropologica del fenomeno che si è protratta fino ai giorni nostri.

La serata del memorial non ha l’intenzione di essere un evento spettacolistico, ma un momento di aggregazione di carattere culturale per ricordare attraverso la musica il grande maestro.

La manifestazione organizzata da Giovanna Stifani (figlia del maestro e fondatrice nel 2001 del primo memorial dedicato a suo padre) con il patrocinio del Comune di Nardò, sarà diretta da Ruggiero Inchingolo (etnomusicologo, allievo di Stifani, autore e curatore di pubblicazioni riguardanti il violinista terapeuta).

A rendere omaggio al maestro Gigi interverranno: Salvatore Villani (etnomusicologo, musicista, autore dei primissimi saggi, a carattere scientifico, sugli strumenti, i suonatori e le musiche di tradizione orale del Gargano)  con il suo gruppo “Li Ariarule” formato da Angelo Frascaria, Mimmo Impagnatiello e Giuseppe Volpe; il gruppo salentino “Artetika” con Massimiliano Però, Carla Maniglio, Giulio Bianco e Alan My.

Durante il ricco repertorio di musica popolare eseguito dai gruppi summenzionati, si potranno ascoltare i canti e le pizziche composte dal maestro Gigi ed interpretati dalla voce recitata e inconfondibile della figlia Giovanna, unica testimone nonché portatrice del ricco patrimonio di conoscenze sul tarantismo tramandate dal padre, e dal violino di “Rino” Ruggiero Inchingolo (già Officina Zoè, in seguito fondatore con Pino Zimba del gruppo Zimbaria) che dal maestro Stifani ha ereditato il modo di suonare gli strumenti (il violino in particolare) e le musiche legate ai rituali di guarigione dei tarantati. Si ringrazia Antonio Spano per la puntuale collaborazione.

Per informazioni:

Giovanna Stifani, 3342232217 - Ruggiero Inchingolo, 338.4592516 - inchingolo.r@libero.it

Autore del testo: Ruggiero Inchingolo