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I CONCERTI DI PIAZZA CATUMA
(Piazza Vittorio Emanuele II)


Venerdì 1 agosto




Tradizionale Salentina Dop è un progetto che ripropone musiche tradizionali del Salento (Puglia centro-meridionale). Canti d’amore e stornelli intervallano deliziosamente la musica per danza che diventa la grande forza del gruppo. L’antica pizzica pizzica viene riproposta con una nuova ed esplosiva energia dove il virtuosismo strumentale colora sapientemente il ritmo incalzante ma rispettoso della danza.
I musicisti del trio, provengono da gruppi musicali più noti quali Officina Zoè, Uccio Aloisi Gruppu, Tonino Zurlo Ensemble, Orchestra della Notte della Taranta.

Massimiliano Morabito: oganetto
Giancarlo Paglialunga
: tamburello e voce
Dario Muci: chitarra e bouzouki







Il nome “Zimbaria” deriva da “Pino Zimba”, grande cantore e straordinario tamburellista salentino, recentemente scomparso, che nel 1998 ha inaugurato il Festival “Suoni dal Mediterraneo”.
Zimba, oltre ad essere stato attore protagonista del pluripremiato film "Sangue Vivo" di Edoardo Winspeare, è stato soprattutto un personaggio carismatico amatissimo dal pubblico, che con il suo tamburello scandiva il ritmo profondo della sua vita e di quella dei rituali del calendario contadino, sostenendo le voci più intense e gli accordi di una armonia antica.
Proprio dall'arte Pino prendeva il coraggio per ribellarsi alle avversità della vita e nella musica trovava la maniera per esprimersi. Fino a quattro anni fa aveva espresso il meglio della sua abilità nel gruppo salentino "Officina Zoè", partecipando a numerosi convegni e rassegne di musica etnica in Italia e all'estero.
Il gruppo “Zimbaria” rimasto senza la conduzione del grande tamburellista, ma con la presenza del figlio Edoardo, unico custode che mantiene viva la prodigiosa forza ritmica del padre, arriva a rendere la propria sentita testimonianza e farci ascoltare l'eredità musicale ed umana lasciata da Pino, con un ricco repertorio che comprende, oltre alle trascinanti pizziche, anche canti d'amore, canti "alla stisa" e "sul tamburo" eseguite ai confini tra tradizione e innovazione.


Edoardo Zimba: tamburello
Rossano Ruggeri: chitarrino
Simone Longo: tamburello e voce
Salvatore Salentino: violino
Luisa Campa: voce e chitarra
Marco Dell'Anna: fisarmonica
Gabriella Morciano: voce e chitarra




Sabato 2 agosto



Nella barberia del Maestro Costantino, giovanissimo, Mimmo Epifani comincia ad imparare a suonare scoprendo la passione per le tradizioni popolari tramandate oralmente. Passa negli anni attraverso collaborazioni come quelle con Antonio Infantino, Caterina Bueno, il Maestro De Simone e i Musicanova. Oggi è considerato uno tra i migliori musicisti e conoscitori di musica etnica di livello internazionale sia per le innovative tecniche di improvvisazione applicate al suo strumento, il mandolino, suonato naturalmente con la tecnica…alla “barbiere”.







Gangbé, nella lingua dell'etnia africana fon , vuol dire “suono di metallo” .
L’intento della Gangbé Brass Band è promuovere l’originalità della musica del Benin prendendone i ritmi tradizionali contaminandoli con armonie jazz. I testi raccontano della vita, delle ingiustizie politiche e della sofferenza delle donne del loro popolo.
I ritmi prodotti dalle diverse percussioni sono ipnotici, le pelli scure e le voci sembrano dare un tocco di colore molto acceso alle vibrazioni corporali ed acustiche che trasmettono.

Olatoundji Magliore Ahouandjinou: tromba, voce
Wendo Martial Ahouandjinou: trombone, voce
Benoit  Avihoué: percussioni, voce
Athanase Obet Dehoumon: buggle, voce
Lucien Gbaguidi: sassofono
Eric Yvogan: tromba, voce
Crespin Kpitiki: percussioni, voce
James Vodounon: tuba, voce




Domenica 3 agosto



Comunità umana fatta di musicisti che suonano con il cuore, per divertire e per divertirsi; sette musicisti che con un'intuizione felice recuperano la sostanza della banda personalizzandola con strumenti anomali come la fisarmonica, la cornamusa e altri strumenti ad ancia arricchendo la gamma timbrica della formazione bandistica canonica, fatta unicamente di strumenti a fiato e percussioni.

Antongiulio Galeandro:
fisarmonica
Massimo La Zazzera:
ciaramella, chalumeau, cornamusa, flauti
Luigi Celestino:
percussioni
Mario Grassi:
percussioni
Franco Angiulo:
trombone
Alessio Anzivino: basso tuba
Giorgio Distante:
tromba
Michele Biancofiore:
banjo








Voce storica della musica popolare campana, poliedrico e istrionico, il suo canto è stato definito “sanguigno” perché è passione e perché è attaccamento alle proprie origini. Simone Carotenuto è la tradizione perché viene dalla tradizione; quella pura, quella di suo padre Aniello, l’ultimo carrettiere della sua zona. Ed è intorno al suo canto e alle sue fronne che nasce il gruppo i Tammorrari del Vesuvio. Che è musica di quella che arriva dritta all’anima.

Simone Carotenuto:
canto e tammorra
Pina Ascione:
canto
Catello Gargiulo:
canto, fisarmonica, tamburi a cornice
Antonio Mancuso:
ciaramella, flauti, zampogna
Giovanni Palomba:
tamburi a cornice, darbouka
Hiram Salsano:
tamburi a cornice
Giovanni Vicidomini:
bouzouki, chitarre
Gianmarco Volpe:
chitarre, mandoloncello, violino