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Festival Suoni Dal Mediterraneo
Ottava Edizione (2005)

La voce del vento

Rassegna stampa

Esiste una forte esigenza di accostarsi a una realtà complessa ricca di strutture musicali e stratificazioni sociali, di ri-appropriarsi dei saperi in una logica condivisa e identitaria. Il bisogno delle nuove generazioni di riconoscersi in una diversa cultura e sfuggire all’omologazione si manifesta spesso in grandi eventi collettivi, caratterizzati a una pluralità di linguaggi e accomunati dalla contaminazione (v. p.es. i siti www.nottedellataranta.net o www.suonidalmediterraneo.it ).

Salvatore Villani World Music Magazine n. 82 Gennaio-Febbraio 2007


Suoni dal Mediterraneo ed Andria diventa la capitale della musica etnica?

Una vera conquista che onora Il Giardino dei Suoni, il Comune di Andria e gli stessi cittadini andriesi, quella di stare accanto al più grande evento estivo italiano che si svolge a Melpignano e che ha un costo pari a 15 o forse 20 volte superiore alla tre giorni di Suoni dal Mediterraneo. (…) Il Festival di musica etnica «Suoni dal Mediterraneo», invece, non si lascia tentare dal grande nome, anche perché il budget non lo permetterebbe. In che modo allora, «Suoni dal Mediterraneo» riesce a raggiungere grandi risultati di pubblico, ma soprattutto di critica specializzata?

Proprio attraverso la ricerca artistica, scientifica e formativa fornita attraverso i seminari e i concerti lezione. A questi si aggiunge l’originalità degli spettacoli che determinano la qualità dell’evento. Per originalità intendo la scelta di spettacoli che si muovono tutti verso un tema conduttore che varia di anno in anno; le produzioni nuove e geniali basate sulla sperimentazione e il confronto; la fondamentale condivisione da parte di artisti che si innamorano del tema conduttore proprio perché chiamati a rappresentare la loro effettiva professionalità e personalità artistica, al punto di assicurare la loro prestazione con un compenso poco più alto del rimborso spese.

Sabino Liso Andrialive.it, 1 Febbraio 2007


In occasione dell’inaugurazione della torre eolica del villaggio della Comunità Emmaus di Foggia, oggi, 8 Dicembre 2006, alle 16.30, verranno proiettati i momenti più salienti e suggestivi dello spettacolo «Venti di Pace» di Ruggiero Inchingolo, andriese.

L’opera «Venti di Pace» venne presentata l’8 Settembre scorso, in prima nazionale, a Castel del Monte, in occasione dell’ottava edizione del festival di musica etnica «Suoni dal Mediterraneo». Lo spettacolo di Inchingolo (che è il direttore artistico del festival i musica etnica) è una libera interpretazione di alcuni frammenti tratti dal decimo libro (che narra l’incontro di Ulisse con Eolo, il re dei venti) dell’Odissea di Omero per sculture sonore «arpe eoliche», voce narrante, strumenti musicali della tradizione orale di altri continenti. Lo spettacolo, rappresentato a Castel del Monte, ebbe un grande e significativo successo e diede la possibilità di vedere all’opera Luigi Berardi con la sua arpa eolica.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 Dicembre 2006


Settemila presenze. Per l’ottava edizione del festival di musica etnica «Suoni dal Mediterraneo», un nuovo successo. La cifra è stata comunicata dal Comune e dalla direzione artistica del festival, comunque è stato sotto gli occhi di tutti il fatto che per due sere Largo Giannotti nel centro storico si è riempito completamente, che pure i concerti-lezione a palazzo ducale e i seminari a Castel del Monte hanno avuto un buon pubblico. Anche la novità della rappresentazione scenica, dedicata al «vento», come del resto l’intero festival, nel giorno d’esordio, a Castel del Monte, con l’arpa eolia di Luigi Berardi a suonare grazie al vento, nel buio e sull’ottagono di pietra, ha avuto un significativo seguito. Dopo un anno di pausa, dunque, «Suoni del Mediterraneo», organizzato da «Il Giardino dei suoni» e dall’assessorato comunale alla Cultura, è tornato con successo e la tre giorni musicale ha colto un importante obiettivo: favorire la comprensione e l’interazione tra popoli diversi grazie al linguaggio universale della musica. Dicevamo del coinvolgimento: soprattutto l’ultima sera, voci, strumenti, maschere hanno riempito il centro storico di ritmi travolgenti. E il direttore artistico, Ruggiero Inchingolo, a tal proposito ha dichiarato: «Ancora una volta migliaia di giovani si sono incontrati in Largo Giannotti per ballare, a piedi nudi, travolti dai ritmi ancestrali prodotti da strumenti fatti a mano che appartengono alla tradizione di una terra, di un popolo che attraverso la musica esprime la propria identità; allora l’evento diventa esperienza collettiva, l’emozione diventa memoria, lo spettacolo diventa rito». Quest’anno il festival ha proposto anche un momento di solidarietà: raccogliere fondi per la costruzione di un pozzo artesiano per i bambini de Togo, al sostentamento del centro di accoglienza e all’acquisto di un biglietto aereo per il viaggio in Italia necessario per le cure di un bambino.

Michele Palumbo La Gazzetta del Mezzogiorno 14 Settembre 2006


Sarà un’ “arpa eolia”, il cui suono nasce con il vento, montata sull’estremità di una grossa scultura in legno a forma ottagonale di fronte all’incantevole Castel del Monte, ad inaugurare la tre giorni del Festival di Musica Etnica “Suoni dal Mediterraneo”, in programma ad Andria dall’8 al 10 Settembre: l’apertura è affidata ad una straordinaria rappresentazione scenica in prima assoluta, denominata “Venti di Pace”, che l’autore e Direttore artistico del Festival, Ruggiero Inchingolo, h voluto dedicare al “Monumento messaggero di pace” dell’UNESCO. (…) Gli artisti e i loro strumenti daranno luogo ad una interessante sperimentazione prodotta dal suono delle arpe eolie, dai “respiri sonori” del didjeridoo degli aborigeni, dalle voci rantolanti del sud e dagli strumenti indiani dei cantori mistici “Baul” (dal sanscrito “Vayu” che significa vento) che come il vento si muovono vagando di villaggio in villaggio, cantando la gioia e l’amore che proviene dall’unione mistica col Divino.

Venti di pace” è un messaggio rivolto a chi emigra dalla propria terra per una vita migliore: la musica, soprattutto quella della tradizione di un popolo, è un linguaggio universale che ha il potere di unire culture e modi di pensare diversi. E il dialogo interculturale è uno degli obiettivi più importanti che il Festival persegue fin dal 1998, anno della prima edizione.(…) L’accurata attività di ricerca e selezione delle proposte artistiche ha determinato il successo del Festival e ha contribuito a far diventare la città di Andria un punto di riferimento culturale per migliaia di appassionati, provenienti da tutta la penisola.

Puglia Imperiale Magazine Settembre/Ottobre 2006



Successo per l’ottava edizione di “Suoni dal Mediterraneo”

Si è conclusa domenica 10 settembre l’ottava edizione del festival di musica etnica “Suoni dal Mediterraneo”, sotto la direzione artistica e organizzativa dell’etnomusicologo Ruggiero Inchingolo e di Alessandro Buongiorno.

Tre giornate dedicate alla musica, alla danza, alla sperimentazione e soprattutto all’incontro di popoli e tradizioni. Tema conduttore di questa edizione è stato “La voce del vento” e proprio intorno al rapporto tra il suono e il vento si sono articolati gli spettacoli, i seminari e i concerti lezione che hanno dato ridato “respiro” ai luoghi antichi della città, dal cortile del Palazzo Ducale, a Largo Giannotti e a Castel del Monte.(…). Ogni evento musicale è stato introdotto da un concerto lezione con lo scopo, non certamente esaustivo, di illustrare le tecniche vocali e le tecniche di esecuzione di strumenti tradizionali. Evento nell’evento, dunque, che ha contribuito senz’altro a rendere più sentita, più coinvolgente la partecipazione degli spettatori che hanno mostrato ancora una volta, con una presenza massiccia, di aver gradito e apprezzato l’intera manifestazione.

Ida Di Tacchio Andrialive.it 12 Settembre 2006


Il Festival, tra i pionieri per la valorizzazione e divulgazione della conoscenza della musica etnica nel meridione, rappresenta ormai un rituale appuntamento con la musica e le danze legate alle tradizioni orali dei popoli del Bacino del Mediterraneo, giunto quest’anno alla ottava edizione confortato da un grande successo di pubblico e di 6000 presenze nella scorsa edizione. Per quest’anno si prevedono 40 musicisti, 150 strumenti, 7 concerti, 3 seminari seguiti dai principali media televisivi (RAI) e dalla stampa specializzata (World Music e Folk Bulletin).

Quindici OnLine 6 Settembre 2006

RadioRai 3, nella puntata del 7 Settembre 2006, ha intervistato il direttore artistico del Festival, Ruggero Inchingolo, invitandolo a presentarne l’ottava edizione.

RadioRai 3, puntata del 7 Settembre 2006



L’evento è stato segnalato inoltre dalle seguenti testate:
La repubblica, 9 Settembre 2006
Puglia, 3 Settembre 2006
Corriere del Mezzogiorno, 8 Settembre 2006
www.Bat24ore.it , 12 Settembre 2006
www.Canale93.it , 3 Settembre 2006
www.pizzicata.it, 2 Settembre 2006

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Testi e ricerche etnomusicologiche: Ruggiero Inchingolo

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