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Festival Suoni Dal Mediterraneo
Ottava Edizione (2006)



Andria 8 - 9 - 10 settembre 2006

LA VOCE DEL VENTO
 
 
Giungemmo nell'Eolia, ove il diletto
agl'immortali dèi d'Ippota figlio,
Eolo, abitava in isola natante..
                                               (Versi tratti dal decimo libro dell'Odissea di Omero)
 
Sarà un' "arpa eolia", il cui suono nasce con il vento, montata sull'estremità di una grossa scultura in legno a forma ottagonale, posta di fronte all'incantevole cornice di Castel del Monte, ad inaugurare i tre giorni del Festival di Musica Etnica "Suoni dal Mediterraneo" con una straordinaria rappresentazione scenica, in prima assoluta, denominata "Venti di Pace", che l’autore nonché Direttore artistico del Festival, Ruggiero Inchingolo, ha voluto dedicare al “Monumento Messaggero di Pace e Patrimonio dell’Umanità”, così proclamato dall’Unesco.
       Nello specifico si tratta di una libera interpretazione di alcuni frammenti del decimo libro dell'Odissea di Omero, che narra l’incontro di Ulisse con Eolo, il re dei venti, impersonato dall'artista ravennate Luigi Berardi (reduce da una installazione di 100 arpe eolie sulla grande muraglia cinese), il progettista della originale scultura sonora, accordata sul paesaggio sonoro dell'antico maniero e costruita in esclusiva per "Suoni dal Mediterraneo". Allo spettacolo parteciperanno altri grandi artisti, che interpreteranno gli altri personaggi del racconto omerico, mediante i suoni dei loro rari e particolari strumenti tradizionali e rappresentativi della propria terra e cultura di appartenenza.
       La parte clou dello spettacolo sarà una interessante sperimentazione, dove ogni artista avrà la possibilità di interagire con gli altri attraverso il proprio strumento. Il pubblico sarà catturato dal suono delle arpe eolie, dalla forza della voce, espressiva e rantolante di Antonio Infantino, dai respiri “sonori” del didjeridoo, il lungo flauto degli aborigeni, dal suono misterioso e strascicante dell' 'ud arabo e del violino, dai rari e particolari strumenti indiani dei cantori mistici “Baul” del Bengala.
       Realizzare un momento all’interno degli spettacoli in cui gli artisti, attraverso il proprio linguaggio "musicale", facilitino quella integrazione tra culture diverse, è sempre stato uno degli obiettivi specifici più importanti che il Festival “Suoni dal Mediterraneo” persegue fin dal 1998, anno della prima edizione.Un evento, dunque,all’insegna del dialogo interculturale, dove la musica diventa un linguaggio universale che ha il potere di unire modi di pensare diversi. "Venti di pace" vuole essere anche un messaggio di speranza e di pace rivolto a tutti quegli uomini che emigrano dalla loro terra per una vita migliore.
Il Festival organizzato dal Centro Studi “Il Giardino dei Suoni” con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Andria, si svolgerà il giorno 8 settembre nel Castel del Monte, mentre il 9 e 10, come di consueto, nel suggestivo centro storico di Andria. Il tema conduttore dell’edizione 2006 si intitola “La voce del vento” e la maggior parte degli spettacoli, dei seminari e dei concerti lezione (per meglio connotare la valenza culturale del Festival) ruoteranno intorno al rapporto tra il suono e il vento.
L’espressione “vento” in questo contesto, assume più significati: dal vento inteso come movimento dell’aria prodotto dalla natura (arpe eolie, organi eolici) o dal respiro degli uomini (didjeridoo, Bashi), fino all’accezione più metaforica della parola. Il concetto di “vento”, come forza inarrestabile e insinuante in ogni luogo della terra, per esempio, viene interpretato come filosofia di vita dai musicisti mistici indiani “Baul” (dal sanscrito "Vayu" che significa vento) che si muovono come il vento, cantando la gioia e l’amore che proviene dall’unione mistica col Divino.
Accanto ai “Baul” del Bengala, guidati dalMaestro Narayan Chandra Adhikary, che conservano una delle più antiche e affascinanti tradizioni del loro paese, si esibiranno i Foly du Burkina, un gruppoproveniente dall’Africa nera, che eseguirà i ritmi dell'area subsahariana con strumenti, costumi e maschere della loro terra. A tale proposito sarà creato uno spazio dedicato alla solidarietà, mediante l’allestimento di uno stand, con l’intento di raccogliere offerte a sostegno dei bimbi del Togo. Il cartellone ospiterà anche gruppi italiani che oggi si esibiscono nei più importanti Festival di musica etnica del mondo. Il progetto del gruppo Transalento che parte dal Salento per finire in Australia, Li ariarule della tradizione garganica, diretti dal noto etnomusicologo Salvatore Villani, la gestualità del corpo e le voci profonde del sud delle Assurd e l'esperienza appena avviata che vede coinvolti musicisti affermati nel panorama di riproposta della musica tradizionale salentina, Taranta Viva
L'evento giunge quest’anno alla ottava edizione confortato da un grande successo di pubblico e di critica (circa 6.000 presenze nell’ultima edizione), nonchè dal lusinghiero apprezzamento dei principali media televisivi, giornalistici e dalle massime istituzioni culturali nazionali ed internazionali (Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Commissione Nazionale Italiana Unesco). Il Festival si propone di valorizzare e divulgare la conoscenza delle culture musicali dei popoli del Mediterraneo, con particolare riferimento ai linguaggi musicali della tradizione orale. L’accurata attività di ricerca e selezione delle proposte artistiche, ha determinato il successo del Festival e ha contribuito a far diventare la città di Andria, un punto di riferimento culturale permigliaia di appassionati provenienti da molte regioni d’Italia.
Il Festival è cresciuto senza soluzione di continuità, beneficiandone innanzi tutto la qualità ed il livello internazionale della programmazione artistica. L’evento ha ospitato artisti provenienti dall’Africa, dal Medio Oriente, dall’Europa, i quali sono stati ospiti di importanti programmazioni in ambito mondiale, rappresentando spesso delle prime assolute in Italia. Non è mancata, d’altra parte, la valorizzazione di gruppi nazionali tra i più rinomati nel campo della musica etnica. Naturalmente, anche la Puglia è stata tenuta in debita considerazione, esplorando le più antiche tradizioni musicali presenti nella nostra Regione.             

Ruggiero Inchingolo
Il Direttore artistico

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Testi e ricerche etnomusicologiche: Ruggiero Inchingolo

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