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Festival Suoni Dal Mediterraneo
Ottava Edizione (2006)

La voce del vento

Immagini e resoconto


Filmati e video:

L’edizione del 2006 si è conclusa con un grande successo di pubblico e critica. Per tre giorni il Festival, tenutosi a Castel del Monte e nel Centro Storico di Andria (Largo Giannotti e cortile Palazzo Ducale) ha registrato la presenza di 10.000 persone di ogni età e di varia estrazione sociale, provenienti da molte città pugliesi e da altre regioni d’Italia, come non accade mai nella nostra città.

Ancora una volta il Centro Studi “Il Giardino dei Suoni” ha dimostrato che con modeste risorse finanziarie si possono raggiungere grandi risultati, grazie alle idee geniali e alla fondamentale condivisione da parte di grossi artisti che si sono innamorati del tema conduttore di questa edizione “La voce del Vento”.

Un festival che ancora oggi, non si lascia tentare da mode emergenti o da grandi nomi del circuito commerciale, anche perchè il budget non lo permetterebbe, ma che riesce a mantenere il suo successo proprio grazie alle originali produzioni e ai gruppi ospiti partecipanti.

A ciò si aggiunge il lusinghiero apprezzamento dei principali media televisivi (RAI 3, TV locali e regionali,), radiofonici (Radio 3), giornalistici e delle massime Istituzioni culturali (UNESCO, Ministero per i Beni e le Attività culturali, Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia).

Ancora una volta la gente ha mostrato gioia e affetto per la ripresa del Festival, appuntamento amato da tutti coloro che vi hanno partecipato almeno una volta, e per l'insolito e ricercato connubio che unisce luoghi tanto suggestivi quanto poco tutelati e valorizzati del centro antico a spettacoli di grande valenza artistica e culturale, che danno una possibilità unica di scoprire veramente le più autentiche tradizioni musicali, rendendo il luogo dei concerti un palcoscenico naturale.

Inoltre, non ci sorprende affatto, l'assoluta fedeltà degli spettatori, che come ogni anno arrivano numerosi da diverse citta, con la certezza di poter assistere ai variegati ed originalissimi concerti, oltre ad arricchire il proprio bagaglio culturale attraverso i cosiddetti “concerti-lezione” (formula inventata da “Suoni dal Mediterraneo”) e seminari che quest’anno hanno fatto registrare il “tutto esaurito”. Questi si sono svolti a Castel del Monte e nel cortile del Palazzo Ducale di Andria, stracolmo di persone attente e partecipative.

Venti di Pace

Lo spettacolo che ha riscosso maggior consenso è stato “Venti di Pace”, una rappresentazione scenica, unica nel suo genere, per sculture sonore “arpe eolie”, voce narrante, strumenti musicali e voci della tradizione orale di altri continenti, realizzata in “prima” nazionale, a Castel del Monte il giorno 8 settembre 2006.

La protagonista dello spettacolo è stata un' "arpa eolia", il cui suono nasce con il vento, montata sull'estremità di una grossa scultura in legno a forma ottagonale, posta di fronte all'incantevole cornice di Castel del Monte, l’antico maniero di Federico II di Svevia.

Ruggiero Inchingolo ha voluto dedicare questa rappresentazione al “Monumento Messaggero di Pace e Patrimonio dell’Umanità” (premio della pace consegnato a Gino Strada nel 2003 e alla moglie di Nicola Calipari nel 2005), così proclamato dall’Unesco.

Ore 21.00 del giorno 8 settembre 2006
quindici minuti di buio totale a Castel del Monte

I riflettori illuminavano solo l' "arpa eolia" di fronte alla magia della luna piena.

A seguire, una performance spettacolare di Luigi Berardi, un’artista d’altri tempi, che sulla cima della prima torre del castello, ha catturato i suoni del vento maestrale in compagnia della sua compagna d’avventura “l’arpa eolia”.

Il viaggio ha continuato con una scenografia appositamente studiata per i musicisti mistici del Bengala, mentre la voce di strumenti rari, preziosi custodi di valori millenari, dipanava dalle finestre del cortile e nelle stanze, su e giù per le torri ottagonali.

Gli spettatori sono stati letteralmente catturati dalla magia dei suoni e dei colori, e con la testa in sù, sono stati condotti per mano verso un palpabile stato di quiete e benessere che si può vivere solo all'interno del nostro più grande Monumento: Castel del Monte.

Non una rappresentazione cervellotica e incomprensibile, per pochi eletti o per palati sopraffini, ma uno spettacolo sapientemente congegnato e perfettamente realizzato per suscitare grandi emozioni e arrivare direttamente al cuore di tutte le persone.

Dialogo tra diverse culture

Anche quest’anno è stato centrato in pieno l’obiettivo del dialogo interculturale che attraverso il linguaggio universale della musica, ha favorito la comprensione e l’interazione tra popoli diversi. I respiri “sonori” del didjeridoo (il lungo flauto degli aborigeni del continente ustraliano), si mescolavano con le voci profonde del sud e la gestualità dei corpi danzanti.

Il misticismo dei musici del Bengala, si alternava ad un gruppospettacolare proveniente dall’Africa nera che ha eseguito i ritmi dell'area subsahariana con strumenti, costumi e maschere originali della loro terra.

Cultura e solidarietà

A tale proposito, e nel rispetto del binomio cultura e solidarietà, è stato creato un momento dedicato al popolo africano, mediante l’allestimento di uno stand, con l’intento di raccogliere offerte a sostegno dei bimbi del Togo. Le offerte raccolte durante i due giorni in Largo Giannotti (centro antico) sono risultate tali da permettere la costruzione di un pozzo artesiano, al sostentamento del centro di accoglienza e all’acquisto di un biglietto aereo per il viaggio in Italia necessario per le cure di un bambino.

Per concludere, non sono mancati i ritmi trascinanti dei tamburelli della nostra terra che hanno suscitato l’entusiastica partecipazione di migliaia di giovani pronti a ballare a piedi nudi sulle chianche di Largo Giannotti.


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