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Festival Suoni Dal Mediterraneo
Settima Edizione (2004)

Musica e invocazione: canti di pellegrini e ritmi ancestrali

Rassegna stampa

A volte l’organizzazione di un festival, più che un lavoro come tanti, è una vera e propria dimostrazione di fede per chi ci lavora. Far sopravvivere per sette edizioni un festival non è esattamente un compito dei più facili, specie se si vuole mantenere una coerenza di fondo nella conduzione.
Lontano per scelta da logiche di facile marcato, e tenuto per scelta – “per valorizzare i luoghi” – nel borgo antico di Andria (BA), il festival Suoni Dal Mediterraneo nella edizione 2004 ha seguito un tema conduttore, come tutti gli anni.
Il tema di quest’anno è stato “Musica e Invocazione : canti di pellegrini e ritmi ancestrali”.
Introdotti da una dimostrazione di alcuni degli strumenti della tradizione siciliana, tamburello, marranzano e friscalettu da parte del polistrumentista Fabio Tricomi, Al Qantarah, formazione siciliana decisamente difficile da vedere dal vivo, ha proposto canti della tradizione, “lamenti” polifonici delle confraternite e intonati durante la Settimana Santa, canti in dialetto siciliano, latino e latino maccheronico.
A seguire Talea, ex Opa Cupa : sonorità balcaniche incrociate in una robusta struttura jazz, sul quale spiccano la fisarmonica di Admir Shkurtaj ela voce di Meli Hajderaj.
In Cupa Project, prima esibizione di un nuovo progetto incentrato sulle sonorità della cupa-cupa e che nasce fra la alta Murgia barese e la Basilicata, troviamo il tradizionale tamburo a frizione, tamburelli, flauti, violino e strumenti poveri, come canne di bambù ed altre percussioni “da strada”.
Ed ancora Yalenba d’Abdijan, gruppo di percussionisti e ballerini della Costa d’Avorio, la Paranza Di Marra edi canti della devozione campana; infine Abbes Boufrioua, raï algerino classico e curato, e Votum Fecit, progetto teatrale-musicale sulla religiosità popolare e sugli ex voto.

Francesco Patruno WORLD MUSIC MAGAZINE n. 69 Novembre/Dicembre 2004


Il festival, patrocinato dalla Commissione Nazionale Italiana Unesco e dalla Regione Puglia, rappresenta ormai un rituale appuntamento con la musica e le danze legate alle tradizioni orali dei popoli del Bacino del Mediterraneo, e giunge quest’anno alla settima edizione confortato da un grande successo di pubblico e di critica con 6000 presenze nel 2003; 150 strumenti, 50 musicisti, 8 concerti, 3 serate e l’attenzione dei principali media televisivi (RAI) e dalla stampa specializzata (WORLD MUSIC).« Il tema conduttore» (…) , come afferma l’ideatore dell’evento, Ruggiero Inchingolo, «vuole evidenziare il ruolo determinante che la musica di tradizione orale (in particolare quella che ha mantenuto i propri tratti caratteristici) svolge nei momenti di invocazione della divinità».(…).

PUGLIA 29 Agosto 2004


Orazione musicale e i suoi modi. Il canto è preghiera due volte per sant’Agostino e i secoli hanno inventato metri e formule che avvicinano la divinità. Affascinato dai modi, appunto, Ruggero Inchingolo, direttore artistico di «Suoni dal Mediterraneo» (settima rassegna di musica etnica,) ha scelto come tema “Musica e Invocazione : canti di pellegrini e ritmi ancestrali. Tra il Largo Giannotti (nel centro storico) e il cortile di palazzo ducale i concerti esprimono forme policrome di sonora religiosità, proveniente dai Balcani e dall’Africa.(…) Quest’anno sono stati preparati per il festival spettacoli tematici come quello che aprirà la seconda giornata e viene qui presentato in anteprima. (…).

Antonella Gaeta LA REPUBBLICA-BARI 28 Agosto 2004


Nel centro storico si sono alternate (…) musiche diverse, culture differenti, ritmi provenienti da vari luoghi del mondo. Ma tutte queste diversità, tutte queste differenze si sono annullate nell’unità della musica.

Il festival di musica etnica ha rilanciato, oltre all’interessante discorso approfondimento su «canti di pellegrini e ritmi ancestrali» (il tema di quest’anno), proprio il concetto di pluralità-unità.(…).

Il festival (…) è dunque diventato un vero e proprio punto di riferimento per chi si interessa di musica, di cultura, di tradizioni popolari. Ed è una iniziativa che si pone nel solco dello sviluppo di una cultura dell’accoglienza e della tolleranza.

A tal proposito, il direttore artistico del festival, Ruggiero Inchingolo (che è stato anche l’ideatore della manifestazione e ne cura i testi e le ricerche etnomusicologiche) ha spiegato: «La nostra sfida rimane sempre quella di continuare a raccogliere nel contenitore culturale, accanto ai migliori gruppi di musica etnica di rilievo internazionale, anche artisti pugliesi, che lasciano un tesoro non solo musicale,ma soprattutto culturale, sociale e formativo» (…)

Anche quest’anno, sono stati migliaia gli spettatori e molti sono venuti da altre città, pure da altre province e regioni. A dimostrazione del fatto che in questi sette anni, l’accurata attività di ricerca e selezione delle proposte artistiche coerenti con il tema conduttore, ha dato e sta dando buoni e copiosi frutti.

Michele Palumbo LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 6 Settembre 2004


Quest’anno il dialogo interculturale tra i gruppi etnici diversi, colonna portante dello spirito del Festival, si concretizza grazie alla presenza di formazioni d’avanguardia che sperimentano e ricercano nuovi linguaggi espressivi sul solco della tradizione. (…) E’ ormai una consuetudine quella di ospitare, accanto a nomi i rilievo internazionale, anche artisti pugliesi, con alle spalle significative esperienze nel campo della tradizione popolare.(…).

Bari-Lecce SERA 2-3 Settembre 2004


Il legame tra musica (di tradizione orale) e invocazione alla divinità è di quelli forti, da sempre evidente nelle pratiche di culto a grande partecipazione popolare : processioni, pellegrinaggi, grandi feste dei Santi, raduni spontanei, senza tralasciare i rituali di altre religione di origine pagana. Proprio su questo legame si incentra la settima edizione del festival di musica etnica di Andria, «Suoni dal Mediterraneo» (…). Per tre giorni, nel centro storico di Andria andranno in scena musiche e danze che esprimono una religiosità multiforme, che va dall’Italia ai Balcani fino all’Africa.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 2 Settembre 2004


E’ sempre più voglia di Mediterraneo. Dei suoi odori e dei colori, del suo patrimonio culturale e della sua tradizione musicale, che dall’Africa del nord ai Balcani si propone in questi anni in versioni sempre originali. Come quelle che, a cominciare da oggi e fino a Domenica, saranno ospitate dal festival Suoni Dal Mediterraneo organizzato ad Andria dall’associazione Giardino dei Suoni.(…)

LA REPUBBLICA-BARI 3 Settembre 2004


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Testi e ricerche etnomusicologiche: Ruggiero Inchingolo

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