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Festival Suoni Dal Mediterraneo
Settima Edizione (2004)

MUSICA E INVOCAZIONE:
CANTI DI PELLEGRINI E RITMI ANCESTRALI


Andria 3 - 4 - 5 settembre 2004

Aprite porte, balcune e feneste
ca mò passa chella bella Mamma
Soré tenitece a fede, chill è no bello nomme
Sorelle Mamma e 'll'Arco

Maronna e 'll'Arco mia, Maronna e 'll'Arco
sò devoto a te anema e core, e si non so sincero fa ca i moro
Maronna e 'll'Arco mia, Maronna e 'll'Arco
Maronna e 'll'Arco mia, Maronna e 'll'Arco

Canto tradizionale in onore della Madonna dell'Arco (Na)

A ritmo di tammurriata, lungo le vie del Centro antico, il rinomato gruppo "La Paranza di Marra" (Campania), intonerà i canti delle feste popolari legate al culto religioso della loro terra. Dai pellegrinaggi alla Madonna di Montevergine (Av), alla festa della Madonna dell'Arco (Na), fino alla Madonna Avvocata di Maiori (Sa), il canto sul tamburo è sempre presente. 

E' proprio da questi canti che trae spunto "Musica e invocazione: canti di pellegrini e ritmi ancestrali", il tema conduttore di questa settima edizione di "Suoni dal Mediterraneo".
L'intento è quello di evidenziare il ruolo determinante che la musica di tradizione orale (in particolare quella che ha mantenuto i propri tratti caratteristici) svolge nei momenti di invocazione della divinità.

Essa si manifesta nelle pratiche di culto in cui la partecipazione popolare è forte: nelle processioni, nei pellegrinaggi, nelle grandi feste dei Santi, nei raduni spontanei, senza tralasciare i rituali di altre religioni di influenza pagana.

Sempre sul tema dei canti popolari religiosi non liturgici, la prima serata si apre con un concerto lezione tenuto da uno dei più abili polistrumentisti al mondo Fabio Tricomi alle prese con vari strumenti della tradizione popolare siciliana. Segue il ricercatissimo gruppo siciliano "Al Qantarah", che presenta un repertorio di Lamenti, canti polivocali tramandati oralmente all'interno delle confraternite e intonati durante il periodo della Settimana Santa. Il loro concerto è una esclusiva per la Puglia.

Tra le novità di quest'anno figurano spettacoli pertinenti al tema conduttore, ideati e realizzati appositamente per il Festival.
Tra questi il debutto di una rappresentazione di musica e teatro con voce recitante "Votum Fecit", che secondo una originale formula espressiva, nuova anche per il nostro Festival, ci riporta all'argomento invocazione e religiosità popolare.

Oltre alle pratiche di culto cristiane, anche nei rituali tribali della religione animista, la musica è parte inscindibile dalla situazione a cui appartiene. Gli attesissimi "Yelemba d'Abjdian" direttamente dalla costa d'Avorio, uno dei più apprezzati gruppi dell'Africa nera, portano in scena una spettacolare esibizione con scenografie e coreografie di grande impatto visivo. Per loro è l'unico concerto in Italia dell'anno 2004.

Quest'anno il dialogo interculturale tra gruppi etnici diversi, colonna portante dello spirito del Festival, si concretizza grazie alla  presenza di formazioni d'avanguardia che sperimentano e ricercano nuovi linguaggi espressivi sul solco della tradizione.
Due esempi di questo genere sono il gruppo dell'algerino "Abbes Boufrioua", un ensemble formato da 8 musicisti di diverse etnie, e la popolare band dei "Talea", da anni orientata verso la musica balcanica, che sperimenta nuovi cicli ritmici dai tempi dispari e irregolari, con ritmi iterati e ossessivi da "trance".

E' ormai una consuetudine quella di ospitare, accanto a nomi di rilievo internazionale, anche artisti pugliesi, con alle spalle significative esperienze nel campo della tradizione popolare.
L'ensemble "In Cupa Trance", presenta in anteprima assoluta uno spettacolo unico nel suo genere, ideato e realizzato per "Suoni dal Mediterraneo", dove la musica eseguita dall'orchestra dei cupa cupa (tamburi "a frizione"), la ricerca e la drammatizzazione si mescolano per ricreare una nuova forma espressiva che non rinnega la ritualità popolare.

Il cartellone, dunque, è ricco e la nostra sfida rimane sempre quella di continuare a raccogliere nel contenitore culturale del Festival i migliori gruppi di musica etnica, che lasciano un tesoro non solo musicale, ma soprattutto culturale, con le tradizioni della loro terra di appartenenza; sociale, per la funzione di aggregare un pubblico diverso per età, provenienza geografica, strato sociale, gusti e interessi; formativo, per i seminari e i concerti lezione che arricchiscono il nostro bagaglio di conoscenze con una forte valenza educativa basata sul rispetto delle culture "altre".

In questi 7 anni, l'accurata attività di ricerca e selezione delle proposte artistiche coerenti con il tema conduttore, ha determinato il successo del Festival al punto da essere annoverato tra i principali eventi realizzati in Italia, contribuendo a far diventare la città di Andria, un punto di riferimento culturale per migliaia di giovani, appassionati e cultori provenienti da molte parti della Puglia e da altre regioni d'Italia.

E' doveroso ringraziare l'Assessorato alla Cultura del Comune di Andria, la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Bari, la Regione Puglia (Settore Attività Culturali) e le aziende pugliesi che nel tempo offrono il loro solidale sostegno.

Ruggiero Inchingolo
Il Direttore artistico

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Testi e ricerche etnomusicologiche: Ruggiero Inchingolo

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