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Festival Suoni Dal Mediterraneo
Terza Edizione (2000)

Il rito, la danza, la festa

Presentazione

Con i "suoni" del festival ritorna un progetto che si sviluppa lungo l'asse della cultura delle differenze o delle differenti culture, con il palese intento di tracciarne punti di contatto, similitudini, contraddizioni, diversità, apparenze ..

L'esistenza e il ruolo di un percorso come questo non presuppone privilegi ideologici nè di natura storica nè territoriale e incoraggia derive personali nella geografia attuale della musica, così articolata e sempre più multidimensionale.

Un tempo l'incontro con la varietà di lingue e dialetti e di diversi modi di espressione era possibilità esclusiva del viaggiatore. Oggi invece è una condizione costante della contemporaneità, quasi il simbolo di una condizione di "apertura" (a volte forzata ! ) con la quale quotidianamente ci si confronta e che corre il rischio di celare sempre più spesso ambiguità, ipocrisie e perfino violenze. Una chiave di speranza sembra essere quella di spezzare ogni contrapposizione, al pari di vere o presunte "frontiere"...

Culture diverse rispecchiano concezioni della vita e del mondo determinate in un proprio tempo e spazio.
Vi sono musiche, che non vivono solo di grandi valori estetici, che nascono a contatto con le diverse realtà e sanno sporcarsi le mani con il quotidiano, esprimendo così bene i significati della vita. Ecco allora l'incontro con quei suoni funzionali al rito (sia esso magico o religioso), quelli funzionali alla festa, al semplice ritrovarsi, alla danza e ai movimenti del corpo, quelli per le celebrazioni ideologiche ...

In alcune situazioni movimento, parola e suono sono praticati e pensati come entità globale, indifferenziata e strettamente funzionale ai vari momenti della vita sociale.
Suoni dal Mediterraneo vuole continuare ad essere un riconoscimento della molteplicità e delle pari dignità delle musiche/culture, che non potrà affermarsi se non creando insieme una comunità diversa di ambienti, situazioni e relazioni, che comprenda quanto sia importante difendere uno spazio per una dialettica, facendo attenzione che tutto non si chiuda in una contraddizione etica, politica, organizzativa, produttiva.

Vito Fernando Innone
Coordinamento Organizzativo

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Testi e ricerche etnomusicologiche: Ruggiero Inchingolo

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